Abbiamo incontrato Sylvain Bard, Amministratore Delegato di GY&LF, per approfondire l’evoluzione del settore, le prospettive future e il ruolo della società nel mercato finanziario nautico.

Il decimo anniversario di GY&LF

Nel 2025 GY&LF (General Yachting and Leisure Finance) celebra il suo decimo anniversario, un traguardo significativo per l’azienda specializzata in leasing, leasing natante, mutuo nautico e finanziamento natante.

leasing nautico
Sylvain Bard, Pablo Crosta, Lorella Lanciano, Elise Gayot, Marco Bonomi e Niccolò Marinelli

Con una presenza consolidata nel settore, GYLF è il distributore esclusivo in Italia di CGI Finance e SGB Finance, due tra i principali operatori finanziari europei.

Negli ultimi dieci anni, il mercato del leasing e del credito nautico ha subito profonde trasformazioni, influenzate da fattori macroeconomici, nuove regolamentazioni e un cambiamento nella domanda da parte degli armatori e dei cantieri.

GY&LF ha saputo affrontare queste sfide con un modello di business basato sulla personalizzazione delle soluzioni finanziarie, garantendo ai clienti un accesso semplificato al credito e condizioni competitive per l’acquisto di imbarcazioni tramite il leasing.

Absolute Navetta 53

L’intervista con Sylvain Bard

Ecco uno spaccato sulla realtà del leasing nautico in Italia e sul futuro di un settore in continua evoluzione.

GYLF compie dieci anni: quali sono stati i principali traguardi raggiunti in questo decennio?

In realtà come CGL (Groupe Société Générale) siamo attivi da oltre 30 anni, ma con GY&LF in questi dieci anni ci siamo completamente dedicati alla nautica, raggiungendo ottimi risultati. Attualmente abbiamo all’attivo oltre 100 collaborazioni con cantieri e concessionari, più rapporti di collaborazione con due broker finanziari.

Ricordiamo che GYLF distribuisce in esclusiva per l’Italia i prodotti di SGB Finance e CGI Finance. Il primo è una joint venture tra il Gruppo Beneteau e Société Générale e riguarda prodotti finanziari dedicati ai marchi del gruppo francese, come Beneteau, Jeanneau, Prestige, Excess, Lagoon e altri brand.

Con CGI Finance, invece, ci occupiamo del resto del mercato.

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Elise Gayot, Sylvain Bard e Fatiha El Ftouhi

Dunque avete rapporti diretti sia con i cantieri sia con i concessionari?

Certamente, abbiamo rapporti diretti con alcuni importanti cantieri italiani come Azimut, Cranchi, Absolute e Sacs Tecnorib, e attraverso loro con i loro concessionari. Ma abbiamo anche collaborazioni con importatori, come per esempio con Pedetti Yacht, unico importatore per l’Italia dei brand De Antonio e Sasga Yachts.

Noi abbiamo un legame molto forte con i concessionari. Al nostro stand al Salone Nautico Internazionale di Genova, dove siamo rimasti una presenza fissa anche nei periodi più difficili, abbiamo voluto creare un luogo dove i concessionari nostri partner possano incontrarsi e confrontarsi. Quest’anno abbiamo anche organizzato un premio che ha visto vincitori cinque dei nostri partner.

De Antonio Yachts D50 Coupé
De Antonio Yachts D50 Coupé

Andando maggiormente nel dettaglio delle proposte finanziarie, come funziona il vostro rapporto con i cantieri e i concessionari?

Tra le varie attività, abbiamo un’attività di finanziamento stock dei concessionari che chiamiamo “floor plan”, una linea di credito dedicata e spesso con accordo tripartitico tra cantieri, concessionari e noi, che permette loro di acquistare stock di imbarcazioni nuove che possono poi esporre nei propri showroom o nei saloni nautici.

E questo tipo di accordo ci permette, in seguito, di fare business retail verso il cliente finale, perché il concessionario che aderisce al “floor plan” generalmente si rivolge a noi per rifinanziare l’acquisto da parte del cliente.

Beneteau Trawler 54
Beneteau Trawler 54

L’usato

E con l’usato?

Negli ultimi anni l’usato ha subito una crescita importante, tanto da essere attualmente il 40% del nostro business.

In questo caso abbiamo due percorsi: quello delle vendite tra privati che ci vengono sottoposte anche dai nostri due broker finanziari e quello dei ritiri dell’usato da parte dei concessionari. In entrambi i casi abbiamo, soprattutto negli ultimi anni, consolidato la nostra posizione grazie a nuove proposte di finanziamento.

Infatti, se prima ci limitavamo a visionare richieste su barche “datate”, calcolando un limite di 20 anni, oggi ci possiamo spingere fino a 35 anni. In poche parole, una barca che ha 20 anni la possiamo rifinanziare per altri 15 anni.

I cantieri spesso vendono il nuovo ritirando l’usato…

Sì, in questo caso o facciamo il subentro al leasing in essere o, nel caso l’usato abbia già l’IVA assolta, possiamo stipulare un mutuo. Questo ci permette anche di aiutare i nostri concessionari partner, perché finanziare l’usato aiuta loro a vendere il nuovo.

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Sylvain Bard in compagnia dei due brokers finanziari convenzionati con GY&LF, Michelangelo Trespoli e Nicola Nasti

In questi dieci anni di attività avete attraversato anche il Covid-19, come ne siete usciti?

Dipende dai mercati. In Francia le grandi quantità di stock da smaltire hanno rallentato pesantemente il mercato finanziario, mentre in Italia abbiamo registrato il nostro dato più importante nel 2022, con cifre superiori ai circa 70 milioni di valore prestato della scorsa stagione.

È stato un periodo che ci ha richiesto tanta flessibilità: in genere le barche in stock le finanziamo per un anno e dunque dovrebbero essere vendute nell’arco dello stesso anno.

Nel periodo del Covid abbiamo dovuto prevedere proroghe da 6 mesi a 2 anni, oppure abbiamo dovuto trovare soluzioni per aiutare i nostri concessionari a immettere nella nostra rete le barche invendute. Per esempio, una barca invenduta in una data regione siamo riusciti a venderla in un’altra regione immettendola nella nostra rete di concessionari partner.

Come è cambiata la richiesta di finanziamenti per l’acquisto di natanti e yacht di lusso negli ultimi anni?

Premesso che ci occupiamo della nautica fino a 24 metri e che quindi non copriamo tutto il settore delle navi da diporto, nel nostro settore è cambiata un po’ la tipologia di imbarcazione da finanziare. Diciamo che in Italia quasi il 50% dei nostri clienti è una società di charter, che fino a 4-5 anni fa era un ambito fortemente legato alla vela e ai catamarani e che oggi, invece, si è sempre più aperto al mondo delle barche a motore.

Poi abbiamo parlato di come si è sviluppato il settore dell’usato.

Un dato oggettivo è la crescita delle dimensioni delle barche. Un tempo, soprattutto in Francia, finanziavamo in leasing molte barche “piccole”, diciamo intorno ai 5 metri, mezzi che oggi il cliente compra “cash” o tramite finanziamenti con le proprie banche, dato che in media i nostri tassi sono più alti, e questo ci ha permesso di sopravvivere anche nei tempi di crisi. In Italia, il valore medio prestato in cinque anni è passato da 150 mila a 350 mila euro.

Un aumento dovuto in parte alla crescita dimensionale delle barche richieste e in parte all’aumento generale dei prezzi di acquisto.

I tassi

Dunque, parlando di tassi?

Lavoriamo solo con tassi fissi. Oggi lavoriamo intorno al 6-7% con rate da 4 a 15 anni. Noi ci siamo adattati al rialzo dei tassi con dei valori di riscatto più alti. In genere con i nostri clienti parliamo di “servizi personalizzati”, legati all’offerta: siamo in grado di proporre in base a quanto vuole o può pagare mensilmente per l’acquisto della sua barca in quanto possiamo aumentare la percentuale del riscatto finale nel leasing, oppure una maxi rata se si tratta di mutuo; possiamo anche sviluppare piani con diversi step di rata o rendere più flessibile il piano di finanziamento.

La digitalizzazione ha influenzato il settore del credito nautico? GY&LF ha introdotto nuove soluzioni tecnologiche per semplificare le pratiche?

Abbiamo un nostro strumento online che permette ai concessionari di sviluppare preventivi su mutui e leasing da mostrare al cliente, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Le pratiche, in particolare in Europa, sono rallentate dalla burocrazia diversa tra i vari stati. Inoltre, le tempistiche di accettazione di un prestito tra privati e società, come quelle di charter, è diversa. Per un privato bastano pochi documenti e con una settimana circa si ha la delibera. Per una società è diverso, bisogna presentare tutta una serie di parametri, che allungano di molto i tempi di accettazione.

Per quanto riguarda il quadro politico internazionale e quello normativo italiano, ci sono state ripercussioni nel settore del leasing?

Per quanto riguarda il quadro politico internazionale, attualmente il settore finanziario non ne ha risentito. Anzi, in Italia il mercato sta andando molto bene, attualmente direi che è il più prolifico in tutta Europa. Magari in Italia si potrebbe intervenire per rendere più chiara e fruibile la legge sul leasing agevolato…

Guardando al futuro, quali sono le prospettive di crescita di GY&LF e quali nuovi servizi potrebbero essere introdotti nei prossimi anni?

Abbiamo già dei servizi finanziari che ci permettono di guardare al futuro con ottimismo.

Parliamo, per esempio, di tassi agevolati che offriamo per certi periodi di tempo e per certe imbarcazioni, operazioni che effettuiamo in collaborazione con i cantieri e i concessionari. Mentre, guardando ancora di più al futuro, si può mutuare qualche soluzione dal mondo automotive, con riscatti più alti, fino al 30%, ma con l’”obbligo” di impegnarsi nuovamente con il cantiere o con il concessionario. Semplificando: si paga il 20% iniziale, si rateizza per tre anni e poi si riconsegna la barca al concessionario per prenderne un’altra.

L’automotive e la nautica

Certo, nell’automotive i numeri sono molto più importanti. I concessionari delle auto sono dei grandi gruppi con fatturati molto più alti di quelli dei grandi gruppi nautici.

In Francia, però, un paese dove la grande distribuzione si è affermata ben prima che negli altri stati, abbiamo visto il mondo dell’automobile entrare nella nautica, con i grandi gruppi di concessionari automobilistici regionali che hanno acquistato i distributori nautici. E questo movimento sta arrivando anche in Italia, almeno per grandi nomi come Ferretti e Azimut.

Ciò comporterà l’arrivo di nuovi metodi di vendita, una capacità superiore di acquistare stock, servizi after-sales migliorati… vedremo se il mercato risponderà positivamente o negativamente a questo cambiamento!